DI QUA E DI LÀ DAL VETRO

Sarà forse per la regola del contrappasso rispetto alla presumibile assenza all’interno della scatola cranica, ma viceversa qualsiasi manufatto su rotelle attira la mia attenzione.

Si chiama “Ortoscoot” (link) ed è una specie di monopattino su cui alloggiare un arto temporaneamente ingessato non solo per muoversi agevolmente, ma persino più veloci e spediti dell’usuale deambulare da bipedi (link).

E poi che volete che vi dica, sia con una, due tre quattro e ultimamente sei ruote, conto che più saranno i “rotodeambulanti” e meno le barriere architettoniche e la città accessibile, se non sarà per equità (e mi dispiace) sarà perché pure su ruote si sostiene mercato e economia.

Nel frattempo qualcuno perde la pazienza, ed è riprovevole, ma a Torino trovata un’auto parcheggiata sulla rampa una persona disabile prende a bastonate prima l’auto e poi il proprietario (link). Risulta poi che la moglie del bastonatore (probabilmente consapevole del coniuge un po’ fumino), si è offerta di ripagare i danni e la cosa è finita in cronaca ma senza denunce.

Forse è un’altra storia ma in verità la notizia ci suggerisce un duplice allarme, certamente per lo storico (non) rispetto di rampe e accesi da parte degli automolbilparcheggiatori, ma anche per le signore mogli e compagne di uomini, abili o disabili che siano, facili a ragionare con la violenza.

“Siamo al primo giorno di scuola, la mamma insiste per accompagnare Manolo alla fermata dell’autobus dove incontrano Lucilla e il suo papà. Lucilla è una bambina senza peli sulla lingua, è dotata di un bel caratterino e di una sedia a rotelle” (link). Il titolo è “Dove ti porta un bus” ed è un libro di Anna Lavatelli edizioni Giunti.

“...il caso farà si che Manolo e Lucilla si ritrovino al fianco di una battaglia comune per lottare contro le barriere, architettoniche e umane. I due bambini scopriranno che un impegno comune può avvicinare anche le persone più diverse. A guidarli nella loro lotta la figura di Rosa Parks e lo storico boicottaggio degli autobus della città di Montgomery…”.

Ci piace ritrovare Rosa Parks in qualche modo compagna in questo nostro andare, e anche che a scrivere l’articolo sia “Elena Giacomin, laureata in Lettere e filosofia, indirizzo Storia dell’arte che si occupa dal 2006 di progetti interculturali” (leggiamo sempre su Arezzo Notizie), e dunque ci piace ancor più questa contaminazione reciproca tra inclusione interculturale e accessibilità.

Non mi interessa se lei è ipovedente. Per stavolta passi, ma per legge non potrei aiutarla” (link).

Succede ad uno sportello delle poste a Savona e non so se “LA LEGGE” effettivamente vieta a chi è addetto al front-office di un ufficio postale di essere di aiuto a chi è dall’altra parte del bancone, ma capita che a volte appartenere al popolo che sta di qua o di là dal vetro inganni.

Ad ogni buon conto consigliamo di partecipare alla simulazione ludica che ha dato il nome alla quinta edizione del Festival per le Città Accessibili, “L’appar(ten)enza inganna” (link).

Ideata e coordinata appositamente per il Festival da TaMaLaCà (link),  spin off dell’università di Sassari, sarà il 26 ottobre a Foligno dalle ore 17 alla 19 per provare (magari pure divertendosi) a stare dall’altra parte del vetro senza perdersi.

La soluzione è un po’ drastica e magari ci vediamo bene il signore di Torino delle prime news che forse così all’auto sulla rampa avrebbe potuto davvero passarci sopra. Il progetto, dalla carta al prototipo, è di Davide Segalerba, diplomato in Meccanica-meccatronica all’ITS Galileo Galilei di Genova “…una sedia a rotelle elettrica pronta a sfidare, più di ogni altra al momento, le barriere architettoniche” (link).

Ancora dall’Università di Genova un progetto Europa- Giappone che intende realizzare i primi automi in grado di adattarsi alle radici culturali delle persone da accudire (link). Avviato a gennaio 2017 (link) nel dicembre prossimo (2018) inizierà la fase di sperimentazione nelle case di cura di Advinia HealthCare (Regno Unito) e Hisuisui (Giappone).

Il Giappone di fronte all’invecchiamento della popolazione risponde “attrezzando” factotum con intelligenze artificiali. Difficile esprimere un pensiero, certamente sarà una buona idea ma, seppure a volte a partire dalla mia sembra scarseggiare , mi sembrerebbe più inclusivo fare affidamento all’intelligenza delle persone.

Corie Williams, Universal Design for Learning facilitator e Amber Wolf, coordinatore area autismo, hanno trasformato il muro di un corridoio in una opportunità di inclusione attraverso esperienze ludico/sensoriali (link). “Aiuta con le abilità di autoregolamentazione quando stanno aspettando e stanno nel corridoio“, ha detto Williams.

Qualcosa di analogo l’abbiamo visto lo scorso anno in occasione del Festival per le Città Accessibili durante la visita all’Istituto Serafico di Assisi (link).

A breve saranno online i video di “Arturo… il coniglietto sicuro!”, a cura dell’ENS trattano i temi della sicurezza facendo interagire Arturo, personaggio animato, con la Maestra Frida (link).

Ci ha fatto invece sorridere, da refusisti praticanti quali siamo, un apparente refuso che segnala l’inaccessibilità di un bagno negli uffici pubblici a Latina, “…collocato al pianterreno, è sprovvisto perfino di maniglie antipanico…” (link). Ed è pur vero che per una persona con disabilità accedere ad un servizio igienico è spesso “da panico”, ma i così detti “maniglioni” più o meno presenti (o assenti) più che il panico sono chiamati una funzione più pragmatica di sostegno ed appoggio.

È meglio affrettarsi, ma c’è ancora qualche posto disponibile per il primo corso propedeutico all’apprendimento della LIS che si svolgerà a Foligno organizzato grazie alla collaborazione del Tucep. Dati gli impegni del prossimo mese abbiamo prorogato fino al 28 ottobre le iscrizioni mentre le lezioni inizieranno a novembre, per informazioni e iscrizioni dercoli@tucep.org tel 075 57 33 102/188

Coordinatore sarà Massimiliano Mondello (link), coordinatore e docente per i corsi di Lingua dei Segni Italiana sia di pratica che di teoria, nonché Interprete e tecnico della LIS, interprete di Lingua dei Segni Italiana presso RAI Radiotelevisione Italiana per le edizione del Tg1 LIS e del Tg LIS RAI NEWS 24, formatore Iinterpreti LIS e assistenti alla comunicazione in LIS e infine istruttore certificato BABY SIGNS.

In particolare per quest’ultima qualifica (link)  stiamo provando ad averlo ospite al Festival per le città accessibili a Foligno – forse ai ricchissimi tavoli di lavoro che sta perfezionando l’INU nella persona del mitico Iginio Rossi –  per raccontarci come bambine e bambini prima delle parole potrebbero imparare a comunicare con il linguaggio dei segni.

Vi terremo informati, il 5 settembre a Foligno il concerto multisensoriale del Youn Jazz (link), mercoledì 3 le nostre prossime “quasi news” con il programma definitivo della edizione numero cinque del Festival per le Città Accessibili… aspettateci, vi aspettiamo!

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