LEGARSI I CAPELLI CON UNA SOLA MANO

Avrebbero potuto fare qualunque cosa con le risorse regionali destinate alla valorizzazione del territorio, ma hanno deciso di aprirsi una strada verso un futuro inclusivo (link).

Siamo a Monteverde, poco più di 800 abitanti in provincia di Avellino.
Sono state installate delle guide a terra lungo tutto il percorso che permettono di orientarsi con il bastone bianco e dei segnalatori convenzionali per spostarsi a destra e a sinistra: “Ci si può muovere in tutta sicurezza, anche senza un accompagnatore e questo è fondamentale per garantire l’autonomia alle persone con disabilità“.

E poi succede che dal 13 al 22 luglio proprio a Monteverde, complice la passione della presidente dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, si è svolto il primo campo scout d’Italia per non vedenti, (link) per uscire da una certa dipendenza nei confronti dei propri familiari e, in generale, promuovere le loro capacità, spesso nascoste nell’ambiente familiare.

Aprirà ai primi di ottobre apre il primo store Starbucks progettato per accogliere al meglio la comunità di non udenti (link).

Si chiamerà “Signing Store” e al suo interno tutti i dipendenti conosceranno perfettamente la lingua dei segni americana, saranno usate superfici poco riflettenti per favorire la comunicazione, gadget e accessori saranno creati appositamente per rivolgersi a persone con problemi all’udito.

Buone vacanze a Consuelo Agnesi (a fine ottobre sarà al Festival per le città accessibili a Foligno) bellissima e perfetta come sempre (anche) nell’impegno appena concluso del “inclusivOpera” con lo Sferisterio di Macerata (link).

Ma buone vacanze anche all’intero team accessibilità: (link) coordinatrice Elena Di Giovanni; audiodescrizioni e percorsi, Francesca Raffi; servizi accessibilità e accoglienza, Chiara Pazzelli; percorsi in LIS (naturalmente) Consuelo Agnesi. Un progetto conosciuto e riconosciuto a livello internazionale (link).

Sempre più sembra vadano per la maggiore i sistemi di propulsione elettrica da applicare alle carrozzine manuali e ad essere maligni si potrebbe anche pensare che sia perché al prezzo di una carrozzina elettrica in pratica te ne danno una metà, ma AidWheels ci piace anche perché praticamente con quella metà di persone ne serve due (link).

In pratica è un propulsore elettrico che si applica posteriormente alla carrozzina ed è… praticabile. Ovvero ci salite su e lui “spinge” la carrozzina e trasporta voi. E ci piace anche perche può essere applicato indifferente ad un passeggino, un carrello o un tagliaerba e l’attrezzo, inclusivo davvero, non fa distinzioni, spinge quello e trasporta voi!

Tempo di vacanze e come sempre c’è chi scegli tra i luoghi e chi sceglie tra i… cessi!

Quello dei servizi igienici accessibili è un problema ricorrente, abbiamo ri-postato e commentato il post di Vaelntina Tomirotti (link).

Magari una buona idea sarebbe portarsi dietro un wc/doccia accessibile. Nel 2015 avevamo contatto Seatara una ditta Israeliana che produce una carrozzina che potrebbe essere funzionale (link).  Ci era stata offerta a euro 750 più 75 per le spese di spedizione, ora ci hanno fatto sapere è disponibile per l’Italia tramite Chinesport, in questi giorni sono in ferie, vi faremo sapere.

A Treviglio il 9 settembre si correrà il primo “WheelchairGP” (link).  A organizzare l’evento è l’associazione La Bussola, con l’oratorio San Francesco e il Comitato di quartiere Ovest e il patrocinio del Comune. Autodromo per un giorno sarà proprio il piazzale dell’oratorio all’Ovest, dove sarà allestito il tracciato. “…la partecipazione è libera, e aperta a chiunque si trovi nella condizione di dover utilizzare una carrozzina elettrica. Come per ogni Gran premio ci sarà quindi un tracciato, con dei premi per chi salirà sul podio” (n.d.r. il podio avrà una rampa d’accesso?)

E a Treviglio, se ci sarà una sessione junior, magari si potrà correre anche con una Power Wheels Wild Thing (link).  Una specie di carrozzina giocattolo, a batteria, costo euro 299,00. I colori sgargianti ci fanno immaginare la possibilità di sfide davvero senza barriere.

Magari non sarà ne pratica ne praticabile (link) ma ci piace la proposta di Liam Riddler e Lisa Carrana di McCann London, che propone di sostituire l’icona dell’omino in carrozzina con un codice visivo modificabile come fosse un alfabeto, coerentemente scaricabile in forma di font (link).

Ma se è vero che una carrozzina è un po’ poco per rappresentare tutte le fragilità possibili, è pur vero che con una carrozzina si può andare sul pelo dell’acqua (link),

decollare sopra la sua superficie (link)

o fluttuare al disotto (link)

E se vi si sono scompigliati i capelli poco male, con il laccio Hollivs potete raccoglierli letteralmente con una sola mano (link). È un’idea di Lucrezia Dall’Aglio di Loanao con cui si è aggiudicata il Premio Sergio Mori, conferito all’Accademia di Belle Arti Laba, di Brescia.

Per lei “…trovare nuove soluzioni per chi non è in grado di utilizzare gli oggetti di tutti i giorni significa “…contribuire concretamente alla crescita sociale e alla costruzione di un nuovo domani per tutti” (link).

…………………….

Con il pensiero alla tragedia del crollo del viadotto sul Polcevera a Genova, che chi scrive ha visto nascere e attraversato infinite volte (…e un ponte non può durare meno di una vita) 

BUON FERRAGOSTO A TUTTE LE AMICHE E GLI AMICI PER LE CITTÀ ACCESSIBILI
appuntamento a settembre, come sempre il primo mercoledì, giorno 5.

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