DALLE CANNUCCE AL RISSÊU

Questa volta iniziamo dalle cannucce di plastica.

“Addio a piatti, posate e cannucce di plastica. L’Italia si prepara a dichiarare guerra alla plastica…” la stampa.it del 13 luglio scorso (link).

Ogni anno circa 16 miliardi di chili di plastica entrano nell’oceano, rileva sciencemag.org (link).  Due surfisti, osservando le reti dei pescatori indonesiani raccogliere più plastica che pesce hanno dato vita a “4Ocean” che e in meno di 2 anni ha rimosso 936,832 libbre di plastica dall’oceano e dalle coste (link) per trasformarli in prodotti riciclati e creando lavoro per 150 persone.

Ma se da una brutta storia ne può nascere una buona ancora una volta ci sta che il male non sia la plastica ma l’uso che ne abbiamo fatto.

Proprio la cannuccia di plastica ora demonizzata nasce in verità anche nell’idea di essere d’aiuto alla persone e a ben vedere potrà anche succedere che la sua messa al bando a qualcuna di queste renderà un po’ più complicata una vita già impegnativa.

Tempo fa alla guida della macchina mi è capitato di accostare per fare strada ad una autoambulanza che stava sopraggiungendo. A sirene spiegate passa oltre in velocità ma dopo poco, nonostante la strada completamente libera, rallenta fino quasi fermarsi. La raggiungo quando riprende nuovamente velocità e questo “stop and go” si ripete diverse volte fino a quando mi distacca senza più rallentare e io finalmente faccio mente locale ai numerosi dossi artificiali che attraversano la carreggiata.

Ho fiducia che l’autoambulanza abbia portato a buon fine il suo intervento ma certo avrebbe fatto prima e forse anche meglio senza rallentamenti e artificiali sobbalzi.
Nunzia (che usa anche le cannucce di plastica), nostra cara e vecchia amica, con la sua carrozzina elettrica non di rado, impraticabili i marciapiedi, procede sulla carreggiata. Anche lei a “stop and go” perché altrimenti quei dossi “mi fanno cadere la testa” dice. E ugualmente a “stop and go” è la guida del suo compagno quando l’auto percorre “quelle” carreggiate con lei a bordo.
Sarà un caso ma alla fine dai vistosi dossi d’asfalto alla piccola cannuccia a pagare il pegno del “not for all” sono sempre le persone più fragili.

L’avevamo anticipato nell’edizione scorsa e anche se con aria un po’ impacciata il sindaco Mismetti e l’assessore Patriarchi di Foligno sono in rete con il loro primo comunicato ufficiale in voce e LIS (link) (link comune Foligno). Con questa nota di colore diffondiamo con piacere questa iniziativa degli amministratori della città da cui scriviamo e che fa ben sperare per la nostra seconda anticipazione, l’avvio del servizio di interpretariato LIS presso l’anagrafe.

Noi stiamo provando a costruire una collaborazione con il TUCEP (link)  per avviare un mini corso “propedeutico” all’apprendimento della LIS. Un paio di anni fa diverse persone ci avevano richiesto un percorso formativo in questo senso. Le ri-contatteremo ma se qualcuna di loro stesse leggendo queste (quasi) news… ci contatti e sparga nuovamente la voce.

La deputata Lisa Noja, già delegata del comune di Milano per le politiche per l’accessibilità, ha presentato un disegno di legge delega sulla accessibilità universale, atto Camera 903 non ancora disponibile in rete, le abbiamo chiesto copia della proposta (vi faremo sapere). Sul testo e sul Disability pride (intervista antecedente al suo svolgimento) un’intervista su Radio Radicale (link)

Dopo il comune di Foligno che parla finalmente in LIS, rendiamo conto anche di un’altra delle nostre anticipazioni. Edizione n, 34 la spiaggia di Vernazzola, quartiere di Genova poco oltre Boccadasse. I lavori sono ultimati e a pochi metri dal centro della città una spiaggia pubblica, libera e …accessibile (link).

Più vicino a chi scrive il comune di Sigillo presenta “la prima area picnic totalmente accessibile presso l’area verde che porta al monte Cucco” (link).  Magari l’immagine è antecedente il termine dei lavori, giochi e tavoli sono effettivamente accessibili e il pannello che vediamo certamente sarà in braille e forse persino in CAA, ma per qualificare quello spazio e “Sigillo come città Zero Barriere” forse è sfuggita la presenza insidiosa del “breccino” (che a tutti gli effetti e una barriera architettonica).

Ma la sosta a Sigillo sarà certamente accessibile quantomeno per chi avrà fatto pratica nel percorso “strutturato tra ghiaia e rampe “Wheelchair Outdoor Training” (link). È Presso l’ospedale di Mozzo in provincia di Bergamo, sede dell’unità di riabilitazione specialistica del Papa Giovanni XXIII. Realizzato in occasione del suo trentennale dall’Associazione Disabili Bergamaschi è un precorso (in attesa delle città accessibili) per “allenarsi alla vita “a ostacoli” in carrozzina“.

L’Inail può autorizzare la spesa per il condizionatore. Lo stabilisce l’articolo 43 della circolare n. 61/2011 “Regolamento per l’erogazione agli invalidi del lavoro di dispositivi tecnici e interventi di sostegno per il reinserimento nella vita di relazione” (link). Magari sarebbe carino se l’INAIL, anche alla luce di una sua felice situazione finanziaria, magari una volta giusto per vedere l’effetto che fa, considerasse anche l’investimento sulla città accessibile come “sostegno per il reinserimento nella vita di relazione”.

Apre a Roma OneSense, è nel quartiere romano Garbatella, in un ex deposito di prodotti audiovisivi (link).
È un idea di e lo gestisce Donatella Montani dopo “…una vita tutta in salita, come moltissime persone sorde che vivono in un mondo “da udente”…” che così lo descrive per gaberorosso.it : “…non vuole essere un locale per sordi ma è progettato per integrare i sordi tra gli udenti. Così ci sono sia camerieri sordi che udenti, e tutti sanno entrambe le lingue…”.

Ancora a Roma e ancora dal gamberorosso.it (link) leggiamo di Giulia Clementi, che insegna la Lingua dei segni italiana ai barman (video link). “Pensate a un sordo dentro a un cocktail bar, solo per richiamare l’attenzione del barman fa una fatica incredibile, per non parlare del fatto che l’illuminazione bassa non permette nemmeno la lettura del labiale

A Napoli verranno presentate giovedì 19 luglio nella sede dell’UICI tre nuovissime App per favorire autonomia dei disabili visivi realizzate dagli studenti della Apple Developer Academy dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (link).

A Reggio Emila, o meglio, per Reggio Emilia è in rete il portale “città senza barriere” (link), il nuovo strumento ideato e realizzato da Comune di Reggio, Ausl e Fcr per fornire un’informazione completa e aggiornata sui diversi ambiti che riguardano la vita dei portatori di disabilità tra leggi, servizi, opportunità.

A Spello (PG) inaugurata la “Villa dei mosaici” (link). Un sito veramente di grande importanza e suggestione che si presenta nel suo allestimento, almeno per gli aspetti architettonici, assolutamente accessibile. Immaginando però l’accessibilità “for all” oltre una visita sensoriale indicata per la scuola d’infanzia e primaria (link) al titolo “La villa dei 5 sensi”, non abbiamo però trovato indicazioni/supporti/app ecc ad esempio per la fruibilità da parte di persone sorde o non vedenti, ne materiale in CAA, braille o Lingua Facile.

E i mosaici di Spello fanno tornare alla mente la magia del rissêu genovese: pavimentazione a mosaico composto di piccoli ciottoli arrotondati (che probabilmente dai mosaici come quelli di Spello trae ispirazione).

     

Per tutti da repubblica.it il mosaico di Palazzo Reale recentemente restaurato (link), con cui vi salutiamo.

A prescindere dalla superficie del rissêu che è quel che è, non abbiamo notizie circa l’accessibilità della location, con la complicità di questi giorni di vacanza consigliamo una visita, magari ci farete sapere.

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