ESPLETARE CIVILMENTE I PROPRI BISOGNI

Mi sono appuntato notizie molto diverse nei quindici giorni trascorsi dalle ultime (quasi) news:
– Si chiama “Talking hands” (link) ed è in pratica un guanto che “legge” la LIS e la trasforma in lingua parlata. E’ un progetto della start up Limix, (link) spin off di Unicam (link).

– Barilla, insieme a Comunità Betania (link) avvia un progetto aziendale per promuove un cambiamento culturale su disabilità e Lgbt.   “… vogliamo che le persone introducano la ricchezza della diversità nel nostro business …” (link).

– A Orbassano nasce un polo abitativo progettato in particolare per dare un’abitazione accessibile alle persone con tetraplegia (link).

– Non distante dal centro di Genova, percorso l’ampio e comodo lungomare di Corso Italia e superato il borgo di Boccadasse, magari senza essersi privati di una Panera (link) (molto più di un semplice semifreddo al gusto di caffe),

succede che a Vernazzola “torna la spiaggia accessibile alle persone disabili” (link). Una parte del litorale verrà destinata a un’area attrezzata con lettini, ombrelloni e due speciali sedie per l’accesso al mare: l’inaugurazione entro la metà di giugno (dunque dovremmo esserci, magari fateci sapere).

– Il Sole 24 ore ci fa sapere che per incrementare le entrate occorre assumere chi pensa in modo diverso…” (link)  “…sempre più numerose le persone per le quali l’autismo non costituisce più una barriera all’occupazione. Alcune aziende come SAP, Microsoft e EY hanno interessanti programmi di assunzione.

– Il Boston Children’s Hospital, il miglior ospedale pediatrico negli Stati Uniti, in collaborazione con PTC produttore di software che fornisce piattaforme e soluzioni tecnologiche, è impegnato nell’utilizzo della realtà aumentata per migliorare la comunicazione e l’apprendimento di bambini con disturbi dello spettro autistico (link).

La speranza è quella di avere città con sempre meno auto, è l’Agenda Urbana raccontata dai sindaci di Bologna e Torino a “La repubblica delle idee” (link) .

– Anche la forma delle parole spese nelle università è un veicolo per costruire una società inclusiva. E l’esortazione di una lettera del Rettore dell’Università degli Studi di Padova al personale docente, tecnico e amministrato, alle studentesse e agli studenti (link)

…………………………….

Ma fra tutte, pur nell’incertezza tra il consolatorio e il disperato, ho rubato il titolo al geniale suggerimento (per la verità alle autorità svizzere) in calce nelle osservazioni della signora Silvia Airioli .

Siamo nei pressi del parco botanico San Grato, sull’Arbostora, una collina che fa parte del territorio di Carona, raggiungibile da Lugano in 15-20 minuti di automobile.

Al parco si accede percorrendo il “sentiero dei fiori. Uno spazio giochi è situato al centro, una villa, un tempo abitata, è ora sede di un bar e di un ristorante. Nei 62.000 mq del parco sono stati tracciati diversi sentieri: il percorso principale di circa 2 km collega tra loro diversi punti panoramici; il sentiero della fiaba è situato in prossimità del parco giochi e illustra con pannelli e figure la fiaba dell’azalea; il sentiero relax (1,5 km), sviluppato unendo i tratti più pianeggianti e comodi presenti all’interno del parco; il sentiero botanico, che informa attraverso alcuni pannelli, sulla vegetazione ornamentale e spontanea; il sentiero artistico che offre 23 opere d’arte esposte lungo il percorso; il percorso sensoriale (il più recente) articolato in 19 stazioni contenenti diversi materiali naturali per stimolare i sensi.


Poco prima del parco, documenta Silvia Airioli già a metà febbraio scorso (link),  a servizio di quell’area questo bagno “potenzialmente” accessibile alle persone con problemi motori:

“…ben tenuto, pulito… attrezzato e ampio…” (anche se, per chi fosse indispensabile “l’accosto” a sx alla tazza, il lavello potrebbe rappresentare una barriera – n.d.r.).

Ma nella stessa segnalazione, inviata anche alle autorità della Città di Lugano, Silvia documenta anche l’accesso, ainoi questo

…suggerendo con grande educazione: “…la sostituzione delle scale con una rampa. Valuterei, inoltre, la sostituzione della porta in modo da permettere l’accesso a tutti. L’ideale sarebbe una porta scorrevole”.
Alla fine l’immagine si aggiungerebbe alle tante assurdità che quotidianamente compaiano in rete tipo rampe con scalino all’accesso, parcheggi riservati con albero, percorsi pedonali a larghezza di grissino, ecc., se non fosse per la risposta di quella che immaginiamo come l’efficiente amministrazione svizzera: “…Per quanto attiene la formazione dell’accesso per disabili, il problema è complesso e stiamo valutando come potere intervenire” (link).

E non è consolatorio nemmeno il “tutto il mondo è paese” che ci risuona nelle orecchie, meglio contare sulla perseveranza di Silvia che risponde:

“…se questo per la Città è un problema complesso da risolvere, non oso immaginare come siano gli altri. Mentre si cerca la soluzione su come aggirare la “complessità” della costruzione di una rampa, consiglierei allora alla Città di lasciare fuori dei sacchettini per le deiezioni canine, così che le persone con disabilità motoria possano espletare civilmente i loro bisogni”.

giraffa21, 20 giugno 2018

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