PIÙ SENSI HA PIÙ SENSO

Lasciatemi dire, a costo di sembrare ridicolo, che il vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti d’amore”.

È una frase di Ernesto Che Guevara che mi è stata recapitata via mail poche ore fa, mentre andavo a dare forma a queste news.

A inviarmela è un società fondata nel 1979 che si occupa di traduzioni (link) a cui sono iscritto da molti anni e che ogni giorno mi invia un breve testo disponibile in una infinità di lingue e lingue/dialetti diversi.

E forse è rivoluzionario quel che è successo a Torre Annunziata (link): studentesse e studenti, allarmati dall’assenza prolungata di una professoressa persona disabile con problemi motori, si sono recati presso la sua abitazione e non ricevendo risposta al citofono hanno allertato i carabinieri che fatta irruzione nell’abitazione hanno trovato e prontamente soccorso la professoressa riversa a terra e priva di sensi.

Ora la professoressa sta meglio, studentesse e studenti l’attendono a scuola, oltre gli auguri alla proff e l’apprezzamento per la sua classe,  torniamo a sostenere, come più volte abbiamo fatto, che la presenza di persone con disabilità nelle professioni educative potrebbe dare al pensiero inclusivo una forza straordinaria. Le bambine e i bambini e i giovani prima ancora che dalle parole imparano da ciò che gli adulti testimoniano.

Oggi, 16 maggio 2018, a Strasburgo, promosso dal vice presidente del parlamento europeo Davide Sassoli, con la musica dei Ladri di Carrozzelle (link) e una performance del Teatro Patologico (link), il convegno dal titolo ‘‘Europa: arte spettacolo e disabilità – l’esempio italiano’’ (link).

Nel Nepal si è conclusa con la “dichiarazione di Kathmandu” la conferenza di due giorni “Diritti umani delle persone con disabilità” (link). Il documento esorta la realizzazione di strutture fisiche accessibili, linee guida per i servizi di comunicazione e un ambiente in cui le persone con disabilità siano in grado di vivere una vita autonoma e partecipare alla definizione delle politiche di sviluppo.

Una carrozzina inizialmente pensata per raggiungere i luoghi più impervi e inaccessibili diventa un mini trattore cingolato per trainare i rimorchi con barche fino a 5.000 kg di peso (link).

In Liguria un elettroscooter renderà accessibile a chi ha problemi motori il parco di Portofino (link). Sarà disponibile su prenotazione e insieme alla Jolette (link), le guide in caratteri speciali per persone daltoniche e dislessiche, ne migliorano ulteriormente l’accessibilità.

A marzo 2018 ha compiuto un anno a Bologna il Progetto “Casa Condivisa” (link) ovvero un’occasione di co-abitazione e per l’autonomia (reciproca) tra persone con e senza disabilità (link).

Cosa succede se una persona non vedente guida all’esplorazione di un orto botanico altre persone che vedono benissimo con gli occhi? (link). Il progetto si chiama “Moscacieca”, sabato 19 maggio a Lucca (l’augurio è che possa ripetersi).

Qualcosa di simile (chi scrive c’è stato) è successo ad Ancona (la stessa iniziativa anche in altre città) con “Vieni all’Ikea… ad occhi chiusi” (link).

Il centro deve tornare accessibile 24 ore su 24, anche a Perugia si parla di accessibilità (link). Lo chiedono gli operatori del commercio ma sembra che l’accessibilità a cui si fa riferimento sia perlopiù quella alle autovetture.

Peccato, perché proprio a Perugia il “Minimetrò” straordinariamente accessibile meriterebbe una maggiore attenzione all’accessibilità degli umani in particolare da parte del tessuto commerciale e della mobilità pedonale del capoluogo umbro.

        

A Milano, fino alla fine di giugno al “Concept bar RAL8022”, in mostra le opere di Tiziano Pantano (link). Ama disegnare a tal punto che nemmeno la retinite pigmentosa è riuscita a scoraggiarlo. Ricordando forme e colori usa il cartoncino, lo “sente” al tatto, lo taglia e lo lavora, per realizzare tavole colorate con un gioco di spessori che descrivono luoghi e oggetti a lui famigliari.

Il Festival per le città accessibili qualche giorno fa, invitato dal liceo Beata Angela di Foligno in piazza S. Domenico per l’evento “Non ho paura del lupo cattivo” ha provato a domandare in CAA cosa rende di una città accessibile e amica.

Magari anche voi ci farete sapere, noi vi faremo sapere!

Chiudiamo segnalando un articolo che non appartiene alle agenzie che più di frequente trattano i temi dell’accessibilità, anzi non è affatto un articolo che parla di accessibilità.
La testata è “Rassegna Grafica” (link), che sfoglio sempre con il piacere delle professioni che frequento, “Sensazioni tattili compresse effervescenti per la comunicazione” il titolo.

Alle comunicazioni “da toccare” uno specchietto attribuisce un 52% di maggior attenzione, un impatto emotivo 2,5 volte superiore, un significativo aumento della percentuale delle persone che ricordano la comunicazione tattile dopo diversi giorni.

…ripenso agli articoli che documentano come l’appredimento e l’uso della LIS, la Lingua Italiana dei segni come tutte le lingue dei segni nazionali, migliori lo sviluppo del linguaggio, incrementi il quoziente intellettivo, migliori l’autostima e le capacità attentive (link)…
 … non c’è dubbio, accessibile è meglio (per tutti)!

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