QUALCHE BUONA RAGIONE

Mi ero appuntato questa notizia (link) non appena è apparsa su repubblica.it ma ora che andiamo a pubblicare queste news osservo con piacere che è stata nel frattempo ripresa da altre testate ed è passata anche in Rai attraverso le parole di Gramellini.

Proprio perchè ci siamo dati come missione l’accessibilità delle città e dei luoghi costruiti sappiamo bene quanto la consapevolezza delle diversità e una comunità solidale siano il terreno dove cresce una città capace di essere per tutti e di tutti (così come la città accessibile è il fertilizzante di relazioni sociali inclusive) … la città che la maestra di Riccione sta costruendo con le sue alunne e suoi alunni.

E da partigiani di una comunità “accessibile” di quel programma affisso a pro-memoria ci ha colpito il titolo: “Incarichi di Emergenza”. La crisi epilettica non è identificata con il nome della persona direttamente coinvolta e nemmeno con la sua patologia, è una emergenza della comunità. La fragilità di una persona non è una crisi individuale, ma una criticità della comunità di cui fa parte, a cui la comunità risponde attivando le risorse di tutti e di ciascuno in relazione alle proprie competenze e capacità.

E in quel cartello, forse non a caso scritto da una maestra, mi sembra di trovare un po’ di Freinet, un po’ di Mario Lodi, un po’ della storia dell’MCE (Movimento di cooperazione educativa) che a luglio si incontrerà a Foligno per “Metamorfosi” (link),  l’annuale appuntamento residenziale dei “cantiere per la formazione”.

E ritrovo un po’ anche del nostro (Daniela e Giorgio all’epoca “Gli elfi”)  “Lo scatolone”, la ludoteca a Giano dell’Umbria che nel 1996/97 ospitò tra i tanti anche un bambino che sembrava abitare in un mondo che noi non vedevamo e scattava improvviso con atti di violenza. Di lui e per quanto possibile con lui, parlavamo insieme intorno al tavolo della merenda, bevendo un thè (deteinato), addentando una fetta di pane e marmellata, immaginando e confrontandoci su strategie, compiti e comportamenti per affrontare insieme quella nostra emergenza.

E mentre contiamo che sarà migliore il mondo di domani di cui saranno attrici e attori le bambine e i bambini della scuola di Riccione, rimane il nostro impegno perché attraverso incontri e conferenze, workshop e tavoli di lavoro via via si possa dissodare un buon terreno per un costruire e ri-costruire accessibile a tutti.

Il 3 maggio saremo per un breve saluto, e vi invitiamo ad esserci (è richiesta l’iscrizione), a Spello con ASS.I.R.C.CO (Associazione Italiana Recupero e Consolidamento Costruzioni): “Accessibilità e sicurezza nei centri storici” (link)

Camila Chiriboga, stilista, ha creato la moda per i non vedenti (link).  Lavorando con i diretti interessati, che lei definisce “la sua comunità”, ha ascoltato esigenze e necessità per realizzare una collezione su misura per i non vedenti. Ad esempio basta appoggiare lo smartphone sull’abito ed una voce indica tutte le caratteristiche di quel capo d’abbigliamento: tessuto, colore, consistenza, pesantezza, ecc. (link)

OrCam MyEye 2.0 (link) è una micro camera che applicata agli occhiali legge immagini, testi, banconote, codice a barre, identifica i colori e i volti (link).

Nasce invece con l’intento di diffondere la conoscenza di brani classici attraverso l’integrazione con tecniche visive il video apparso anche su Repubblica (link) del canale you tube “Rousseau” (link).

E può essere che ascolteremo “in tutti i sensi” attraverso qualcosa del genere o sperimenteremo l’ ”Audiolux devices” (link), che sintonizza  i led con una fonte sonora, magari parlandone in LIS utilizzando l’app realizzata da tre studenti della New York University che con lo smartphone è in grado di  tradurre in tempo reale la lingua dei segni in parole scritte e viceversa (link), 

alla prossima edizione (ottobre) del festival Young Jazz di Foligno (link) che ha abbracciato con convinzione la sfida dell’accessibilità e in particolare il progetto di condividere la musica con le persone sorde (come dire: ci stiamo lavorando!)

Tutto il mondo è paese, recita un detto popolare, Shobhika Kalra, che a Dubai usa una sedia a rotelle, insieme ai Wings Of Angelz di cui è fondatrice, organizza i Ramp Day (link) per far sperimentare in particolare ai professionisti se la pendenza di una rampa è superabile in carrozzina senza bisogno di aiuto (…e se magari per una persona in carrozzina vi può sembrar normale che sia aiutata, immaginate se fosse una persona a piedi a chiedervi per proseguire di darle una… spinta)

Nei Paesi Bassi dopo la ratifica della convenzione ONU sulla disabilità nel 2016 l’Istituto Olandese per i Diritti Umani ha ricevuto 810 reclami, lo segnala l’emittente Rtl news (link) aggiungendo che “nonostante non vi sia un obbligo legale, gli imputati si sono detti pronti a prendere misure sulla base delle sentenze emerse”.

A Kuala Lumpur capitale della Malesia il giornalista Peter Tan ha rischiato di rimanere incastrato con la sua carrozzina nel vuoto tra il marciapiede e il vagone della metropolitana (link)  esattamente come è successo a noi a Milano (link)

E restiamo in Italia, questa volta quella della buone prassi, il Liceo Artistico Galvani di Cordenons vince il concorso nazionale “Raccontami l’autismo” promosso dal Centro Territoriale Risorse per l’Handicap dell’IISS “Don Michele Arena” di Sciacca (Agrigento) (link) mentre,

partendo dalla disponibilità dell’opuscolo “Sensory Strategies for Personal Care” si è coordinato in rete un gruppo di lavoro che ha unito professionalità e contesti geografici diversi per la realizzazione dell’opuscolo “Strategie Sensoriali per la cura personale (link)


Infine vi diamo appuntamento a maggio con una storia che affianchiamo idealmente a quella con cui abbiamo aperto queste news n. 30 nell’idea di darci la forza e qualche buona ragione per pensare che una società civile che faccia onore a questo aggettivo possa davvero germogliare e crescere.

Non ho paura perché ho capito che ci sarà sempre chi mi aiuterà…” (link) https://www.facebook.com/houda.latrech.998/posts/1615607438521831 sono parole di Houda Latrech che il 6 aprile sulla metropolitana di Milano è stata oggetto delle minacce e degli insulti di un uomo, ma anche delle solidarietà e della protezione di tante altre persone ”…. perché finché ci saranno più persone da ringraziare che da incolpare so che andrà tutto bene, e che sono ancora a casa“.

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