UN HASHTAG (E L’AMORE)

“Odio quando dicono: ‘costretta sulla sedia a rotelle’. Perché, vedete, lei non è mica mia nemica. Anzi, è proprio grazie a questa estensione del mio corpo che esploro il mondo. E vivo,”
Sono parole di Benedetta De Luca, “in posa con femminilità e ironia” su Repubblica (link)

Per parte nostra abbiamo più volte provato a sviluppare il concetto per cui gli “ausili non sono lo stigma di una disabilità, ma gli strumenti per superarla” perché tutti siamo disabili osservando la “normalità” da altre prospettive (incontri/conferenza “Tra il dire e il fare” ASL 3 Umbria, Spoleto, maggio 2007 e “La centralità dell’uomo”, Ruotaabile agosto 2013)

Nell’immagine qui sopra quello che potrebbe essere, se fosse destinato alle persone con disabilità, un “ausilio per trasformare un’azione di torsione in una più semplice e immediata di trazione”. Invece è “for all” davvero, non lo vendono presso le sanitarie ma dal ferramenta e lo chiamano con semplice efficacia “torcifili”.
Ma vai a spiegarlo ai servizi sanitari, che lesinano una carrozzina ortopedica… in pratica le scarpe di un comune rotodeambulante. Rinnovabile ogni 6 anni per l’elettrica, 5 per la manuale… e quel 5 per una bicicletta senza nemmeno ingranaggi e catena, e un anno in più per sostituire un manufatto con molti più elementi, più complessi e soggetti a usura, più che dell’autonomia restituisce l’idea delle priorità di cassa (ma questa è un’altra storia).

E rimanendo in tema di manufatti e tecnologie un naso elettronico è in grado di identificare il tumore del polmone in stadio iniziale analizzando un respiro (link)

Si chiama IEO ed è sviluppato in collaborazione con l’Università Tor Vergata di Roma con il Prof. Arnaldo D’Amico e il Prof. Corrado di Natale.
Rise è invece una carrozzina che consente di alzarsi in verticale (link)

Presentato il 12 dicembre a Roma Rise – che in inglese significa “alzarsi”, “mettersi in piedi” – è da poco entrato nella fase di sperimentazione clinica, che coinvolge una decina di persone e considerato che la domanda di brevetto europeo è già stata presentata, il robot Rise potrebbe entrare in commercio già alla fine del prossimo anno (link).

Petaling è un distretto dello stato del Selangor, in Malesia dove “smart cyty” non si risolve in “parcheggi intelligenti” ma piuttosto nel monitoraggio in tempo reale dell’accessibilità dei servizi… anzi, del “servizio città” (link).

Mappatura delle stazioni degli autobus… possibilità di vedere quali stazioni necessitano di aggiornamenti o manutenzione… “la mappatura ci permette di vedere quale struttura non aderisce pienamente al nostro design universale e come renderlo privo di barriere”. Ma ci sono anche funzioni per gestire la “safe city”, lo spazio verde, il sistema di reclami integrato, gestione dei rifiuti, licenze, applicazione e pulizia.

In Giappone a marzo 2018 l’Odakyu Electric Railway avvierà il servizio sulla linea Odakyu Odawara tra la stazione di Shinjuku a Tokyo e Hakone con i nuovi treni Graceful Super Express (link).
“Il progetto è stato realizzato con particolare attenzione all’Universal Design, con l’uso del braille e l’accesso facilitato per sedie a rotelle come parte del progetto. Possibilità della connessione Wi-Fi gratuita e di una sala polifunzionale che può essere utilizzata dalle donne che allattano o da viaggiatori che si sentono male”

E se al Maker Faire di Roma ce ne sono state per tutti, esoscheletri, carrozzine smart, dita robotiche, robotica e realtà aumentata, dispositivi medici, soluzioni per agevolare le performance in ambito sportivo delle persone con disabilità, per rendere accessibili spazi pubblici e vivere a pieno l’esperienza turistica, è stato (1- 2 – 3 dicembre 2017) finalmente accessibile anche il Maker Faire stesso. Due mini bus “accessibili” per persone con carrozzina hanno effettuato, gratuitamente, un servizio di trasporto a domanda da casa in Fiera e da Fiera a casa. “Fiera Roma è per tutti, non a parole, ma a fatti… – spiega Pietro Piccinetti, amministratore unico di Fiera Roma – è un nostro piccolo contributo all’abbattimento delle barriere architettoniche, per consentire a tutti di vivere la città al meglio…” (link).

A Trento l’Arcivescovo Monsignor Lauro Tisi ha celebrato presso la cattedrale la prima messa in comunicazione “aumentata”, ovvero per tutti, ovvero con interprete LIS (link).

A Viareggio Nasce Elianto, catamarano a vela senza barriere architettoniche, 60 piedi (e ci sta che in questo caso la misura in “piedi” abbia anche un valore simbolico), capaci di ospitare oltre 10 persone con disabilità motorie. Data prevista per l’inaugurazione, il 20 gennaio 2018, (link)

E per chi al mare preferisce la montagna diventa (più) accessibile anche la Marmolada con gli ascensori inaugurati nei giorni scorsi (link).

“Sono in acciaio e vetro e oltre la possibilità di ammirare un panorama unico, faciliteranno il passaggio dalla stazione di Punta Rocca al ghiacciaio. Hanno una portata di 42 persone ciascuno e permettono di superare i 14 metri di dislivello evitano le esistenti quattro rampe di scale in parte esterne.

Al teatro Ghione di Roma, l’8/9/10 dicembre, successo per la VII° edizione del Festival Nazionale del Teatro Sordo: “…volevamo mettere in mostra il talento di artisti sordi e di compagnie teatrali composte da sordi; dare il giusto spazio alla lingua dei segni e alle persone sorde che troppo spesso rimangono nell’ombra, invisibili; creare un momento, un luogo di integrazione e conoscenza reciproca tra udenti e sordi…” (link)

In rete due importanti pubblicazioni sui temi dell’accessibilità ai musei e ai beni culturali (link) e delle destinazioni turistiche – ECA 2017 versione in Italiano a cura della comunità di Capodarco – (link)

Mentre l’accessibilità per tutti inizia lentamente a tracimare nella vita e nelle case di tutti e di tutti i giorni. Dopo il successo di “Riabita accessibile” a Fermo (link) ai primi di novembre, ci proverà anche Expò Casa a Bastia Umbra (link) (a marzo prossimo) con un area dedicata all’accessibilità (noi di AFCA stiamo provando a far dialogare le due esperienze e esagerando, come è nostro vezzo, provando a coinvolgere anche l’Accademia delle Belle Arti di Perugia che collabora all’evento), infine il Centro Ortopedico Rinascita (link) in quel di Milano da vita a LINEA CASAFACILE® ovvero “una selezione dei migliori marchi e le più avanzate tecnologie per realizzare la “Perfetta Casa Su Misura”, dove ogni barriera può essere facilmente abbattuta e dove benessere e comfort trovano l’habitat ideale”.

Sembra invece che, nonostante leggi e regolamenti, debba per forza passare da un’esperienza personale l’impegno a rendere accessibili gli esercizi commerciali.

Sono parole di Francy Elena Achury che a Grosseto ha aperto un bar in via Mazzini rendendolo fruibile da tutti (link)

Il pavimento è perfettamente in linea con il piano strada, l’interno ha ampi spazi per manovrare la carrozzina, il bagno è ampio e confortevole e – attenzione non banale – la cassa è in un punto dove il bancone è più basso rispetto all’espositore, in modo che il cliente che paga, seduto sulla carrozzina, può facilmente porgere il denaro e ricevere il resto.
Mio marito è in carrozzina e so cosa vuol dire. Perciò il mio bar è accessibile

Belle le parole e l’impegno di Francy Elena, per parte nostra non ci resta che lanciare a tutte le persone disabili l’hashtag “#faiinnamorareuncommerciante”, sarà un sacrificio o forse no, magari sarà la volta buona che avremo negozi accessibili a tutti, fateci sapere, vi faremo sapere!

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