UNO PER SETTE UGUALE DUECENTODIECI

Per queste news giochiamo in casa, anzi, in casi di amici.
Due storie che partono non bene, ma come si conviene nelle storie più classiche c’è un lieto fine, anche se “lieto fine” non è il termine più giusto, diciamo piuttosto che il finale è a dirla tutta come la storia avrebbe dovuto essere scritta fin dall’inizio.

Andiamo in ordine di tempo.

In una pasticceria con servizio bar il titolare propone ai clienti un questionario di gradimento. Alla domanda “come potremmo soddisfare al meglio le tue aspettative” un cliente ha risposto: “non utilizzando dawn per il servizio” (link).

E per paradosso la cosa più giusta è quel “dawn” anziché “down”, prova provata dell’ignoranza dell’avventore.
Il titolare della pasticceria al questionario in forma anonima ha risposto pubblicamente sui social precisando che la persona indicata “è nostro prezioso collaboratore da più di 15 anni, opera perlopiù in pasticceria, ma a volte chiede di essere messo al banco bar essendo questo il suo sogno segreto e certi del suo operato noi tutti lo assecondiamo”.

E per la nostra testata un piccolo “scoop”, attraverso un nostro grande amico (parente del pasticcere/titolare) registriamo la dichiarazione nel merito del “sogno segreto” di Fabio (questo il nome) “…di solito sta al bar un giorno a settimana, ma ora io sai cosa faccio, farò in modo che possa starci tre giorni a settimana!
E risponde all’ignobile non meno che ignoto avventore: “…se a lei da tanto fastidio possiamo con piacere fare a meno della sua presenza. Forse a lui mancherà un cromosoma, ma a lei manca cuore e cervello”. Firmato “un incazzatissimo Ubaldo Carletti” (link)

Della seconda notizia quel che più ci è piaciuto è invece un passaggio dell’intervista ad una delle professoresse coinvolte: “…allora ci siamo, mi sono infervorata” (link).
E se la storia è di “ordinaria inaccessibilità” nell’ambito di una gita scolastica meno ordinario è (purtroppo) l’infervoramento della professoressa Marilena Dominici. Un infervoramento tenace e proficuo, datato ottobre dello scorso anno e che ha portato in questi giorni ad inaugurare la “rampa Simonluca” che finalmente permette il dovuto accesso “for all” alla chiesa di S. Francesco di Gualdo Tadino.

Le scuole secondarie superiori, come quella frequentata da Simonluca (si è “maturato” lo scorso anno), dai dati Istat sono qualcosa più di 7000, più o meno tutte organizzano almeno una gita scolastica di formazione. Se per ciascuna uscita ci fosse una professoressa (ma anche un professore sarebbe perfetto) che si “infervora” per una rampa che non c’è, un pullman inaccessibile, una mappa tattile, una spiegazione in CAA o un testo in braille assenti, seppure un anno per l’altro, l’accessibilità avrebbe via via davvero un incremento decisivo.
Per non parlare poi, parlando di scuola, dell’effetto “educativo”.
Diciamo che ogni docente infervorato potrebbe contaminare di “F4A” (Fervore for All) quantomeno una classe 25/30 alunne e alunni, 210.000 (duecentodiecimila) persone che saranno domani cittadini adulti infervorati, magari muratori, meccanici, notai, medici, ma anche dirigenti comunali, sindaci, presidenti del consiglio e qualcuno persino presidente della repubblica (compuntamente infervorato di accessibilità).

Per parte nostra a partire dal 27 novembre proveremo a far infervorare 16 ragazze e ragazzi del nuovo progetto triennale di Alternanza Scuola Lavoro con il Liceo Classico F. Frezzi – B. Angela.
Saranno compagni di viaggio dell’Associazione Festival per le città Accessibili a gruppi di 4 ciascuno per 30 ore e insieme a loro costruiremo nuovo materiale multisensoriale per la promozione della città di Foligno, l’edizione 2018 del Festival per le Città Accessibili a Foligno, e…

E’ in rete una sintesi dei punti emersi al Workshop INU con CRID Toscana e CERPA Italia Onlu, “Politiche integrate città accessibili – Emilia-Romagna, Marche, Toscana e Umbria a confronto” nell’ambito della “III Conferenza Regionale sui diritti delle persone con disabilità
regione Toscana” (link)
Il percorso del Progetto Paese Città Accessibili dell’INU proseguirà con ulteriori
approfondimenti: in occasione di Urbanpromo alla Triennale di Milano il 22 novembre 2017 si
svolgerà l’incontro Progetti per le città accessibili; il 15 dicembre 2017 nel corso della X
giornata di Studio INU all’Università di Napoli si discuterà di indirizzi per le politiche integrate.

A Latina, dove siamo stati ospiti il 13 ottobre scorso, abbiamo incontrato una comunità interessante, attiva e pronta a “caricare la molla scarica” (link).

Intorno ai temi della città accessibile e inclusiva si sono raccolte oltre 20 associazioni che operano sul territorio. Ora la scommessa sarà mantenere viva questa rete, alimentare la visione di una città come agente di inclusione e promozione delle persone, perseguire, oltre l’azione specifica di ogni singola associazione, progetti, obbiettivi e impegni comuni.

Per la città accessibile, ma non solo, auguri Latina!

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