FRA TRENT’ANNI, TRENTA ANNI FA

Nei giorni prima del Ferragosto un tecnico dell’ENEL è venuto a fare un sopralluogo per installare un contattore. Daniela ed io l’abbiamo incontrato per mostrargli il locale. Lui è un ragazzo alto e prestante che dopo poche parole di presentazione ci dice: “…mai io a voi vi conosco!”. Rispondiamo che certo può essere e lui “…io ho fatto con voi “Cartapesta umile e preziosa”.
Era il 1986. Eravamo per la prima volta in Umbria invitati dal “Consorzio Economico Urbanistico e per i Beni Culturali del Comprensorio spoletino” e dal Comune di Spoleto. Una esposizione “retrospettiva” a Palazzo Spada di Spoleto, di maschere, burattini e elementi scenografici. Diverse nostre opere ci furono imprestate per l’occasione dai proprietari di allora, altri pezzi li realizzammo per l’occasione. Senza soluzione di continuità con l’esposizione allestimmo i laboratori aperti alle scuole per i quali il comune ci chiese, e accettammo volentieri, di “formare” e coinvolgere l’allora neonata “Cooperativa Sociale Il Cerchio”.
Via via che i laboratori procedevano, le nuove maschere realizzate dai partecipanti divennero un’esposizione nell’esposizione.

“Cartapesta umile e preziosa” avrebbe dovuto durare un mese, ma l’affluenza “costrinse” la proroga di un ulteriore mese.
Nel laboratorio furono realizzate 500 maschere da altrettanti bambine, bambini, ragazze e ragazzi: il “nostro” tecnico ENEL era uno di loro.

La domanda in questo ri-incontrarsi di solito è “ma è un bel ricordo?
Ma questa volta Roberto (questo il suo nome) praticamente ci ha preceduto: “proprio l’altro giorno ho insegnato la “vostra” cartapesta a mia figlia!

La strada per le città accessibili e inclusive a volte sembra senza fine, ancor più per chi ha iniziato a parlarne alla fine degli anni 60′ (link)

…magari tra altri 30 anni, anche se noi non ci saremo, qualcuno andando a rimuovere quel contatore dirà: “ma io li conoscevo… proprio ieri ho insegnato a mia figlia che accessibile e meglio”.

Nell’immagine qui sopra qualche goccia rappresenta “idealmente” l’impegno e il “sudore” delle ragazze e dei ragazzi del progetto di Alternanza Scuola Lavoro con il Liceo Classico F. Frezzi – B. Angela…
In realtà l’immagine documenta è la prova “sperimentale” di impermeabilità della mappa tattile del centro storico di Foligno.


Realizzata a più mani in cartoncino, sapientemente e coscientemente incerata e di cui stiamo realizzando in queste ore il calco in gesso che ci permetterà di realizzare la copia definitiva in resina trasparente.

Del Festival per le città accessibili (link), in dirittura di arrivo per la definizione della scaletta degli interventi, non vi anticipiamo altro, tranne rinnovare l’invito al primo degli appuntamento dei tre giorni Umbri.

Ore 14,30 visita all’istituto Serafico di Assisi. Potremo accogliere solo 30 domande, affrettatevi: accessibile è “una casa che abbraccia la vita”.

Colori, anzi, colori e adrenalina per Ilaria che è terza ai Mondiali con la carrozzina rally (link).


Da vedere i video (link), dove “da dei punti” a chi in carrozzina non ci sta! (link).

E magari alla fine sarà davvero necessario andare a scuola da Ilaria, perché a Milano è al passo anche il nuovo regolamento Comunale per l’accessibilità degli esercizi commerciali (link).
Poco meno del novanta per cento non sono accessibili alle persone in carrozzina e come per loro nemmeno agli adulti con pargoli e passeggini. Il confronto e aperto, l’impegno di tutti confermato, le procedure saranno ulteriormente semplificate… si riuscirà nella città che è stata vincitrice dell’Access City Award ad accedere in qualcuno più di un negozio su dieci?
Comunque sia ci prova anche Cremona. La proposta prevede di mettere a disposizione in comodato d’uso gratuito ai titolari di attività commerciali ed artigianali alcune rampe pieghevoli e rimovibili che consentono di superare un dislivello massimo di 20 centimetri, in grado di sopportare un carico di 280 chilogrammi. Agli esercizi che parteciperanno all’iniziativa, verrà fornita una vetrofania specifica che consentirà ai clienti di visualizzare il ‘negozio senza barriere’ (link).

Mohamed Elwazer, 28enne imprenditore egiziano ha inventato un dispositivo per tradurre i segni in parole e viceversa. Si chiama KinTrans (link).

E a noi che piace viaggiare in direzione “ostinata e contraria”, del resto chi scrive è compaesano dell’indimenticato De Andrè, questa notizia piace. Piace perché spesso ci arrivano o ci vengono segnalati comunicati che sono esclusivamente in LIS. Da un lato ben ci sta per tutti i comunicati e commenti in voce che non hanno un corrispettivo visuale, dall’altro non sapremo mai cosa ci “comunicano”… ma del resto ricevo ogni anno quello che credo sia un bollettino di informazioni esclusivamente in braille. Noi abbiamo una stampante braille e un programma che traduce in braille un testo come questo… ma per l’operazione inversa?


Tornando a Mohamed Elwazer il suo programma, come fanno alcune consolle di giochi, legge i movimenti nello spazio grazie a un controller senza fili, li interpreta e ripete ad alta voce o li trascrive per chi non parla il LIS… e fa lo stesso al contrario (link).

Il 13 agosto in calce ad uno scambio di mail Isabella Caporaletti, amica, scrittrice e “audiolettrice ufficiale” per le città accessibili ha scritto: “ps ti posso inviare una poesia (la lettura) per i tuoi amici non vedenti?”
L’abbiamo pubblicata insieme al testo, eccola (link), appuntamento al 6 settembre.

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