VOILÀ

Non  saprei come sia ma il fatto è che nell’area della disabilità l’azione fondamentale pare sia la “raccolta fondi” e In questo universo a caccia di solidarietà economica la “nostra” Associazione Festival per le Città accessibili è in solitaria diversità da ogni altra diversità, ma non è nemmeno una scelta.
Di tanto in tanto, in qualche riunione, ci proponiamo una qualche iniziativa di finanziamento ma poi la domanda è: ma l’accessibilità si può acquistare?
La consapevolezza di leggi e norme che già la prevedono migliorerebbe che so, offrendo agli esercizi commerciali una pedana di accesso, un menù in braille, una tovaglietta con i simboli in CAA? Il dirigente comunale di turno di fronte al dono, ad esempio, di un struttura ludica “giocabile” da tutti diventerebbe più consapevole (e sopra tutto attivo) perché nel parco giochi sia, come dovrebbe essere, tutto per tutti?
Viene in mente un consumato modo di dire che potremmo aggiornare in: “i soldi non fanno l’accessibilità”… che però, va detto, porta con se l’ancora più consueta e classica aggiunta, “ma figurarsi la miseria”.

Figurarsi la miseria… e infatti si tratta di finanziamenti bloccati da oltre 20 anni se rischia di chiudere la Scuola statale integrata per sordi di via Nomentana 56 a Roma (link).

E si tratta ancora di soldi se questa inerzia nei confronti di una straordinaria esperienza educativa, di enorme valore inclusivo e di competenze, ridotte le presenze, fa si che la struttura semivuota “solleciti” gli appetiti delle speculazioni immobiliari (link).

Noi abbiamo conosciuto il “Nomentano 56” attraverso il racconto di Tiziana Gagnor e Lucrezia Di Gregorio (a entrambe un caro saluto e un caldo abbraccio) meravigliose ospiti al primo Festival per le città accessibili (pag 26 e 36 link).

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E in attesa che il  “teletrasporto” possa rendere per tutti ugualmente accessibile la mobilità, Facebook sta lavorando a una tecnologia che permette di incidere dei messaggi senza l’uso della tastiera, soltanto con il pensiero, nome in codice “Le Figaro” (link).

Regina Dugan, ex direttrice della Darpa, il laboratorio di ricerca e sviluppo del Pentagono, ora direttrice di Building 8, ha spiegato si tratta di  una tecnologia capace di interpretare i segnali del cervello per convertirli in testi, ma anche, ovviamente, di navigare in internet sempre soltanto grazie al pensiero.

Discriminazione a… rovescio. Indispensabile per essere assunti da una azienda hi-tech di Nizza essere… autistici. È Avencod (link), start-up francese: “Noi assumiamo solo autistici. E funziona!”. (link) (link video)

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E funziona? A  Bari grandi preparativi per il summit internazionale del G7 delle Finanze dall’11 al 13 maggio. Lavori in corso anche nel palazzo della Prefettura dove, al secondo piano, gli operai sono alle prese con l’adeguamento dei servizi igienici per le persone con disabilità. La struttura dovrà accogliere il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, che utilizza una sedia rotelle e già nei primissimi sopralluoghi i rappresentanti tedeschi hanno chiesto garanzie sull’assenza di barriere architettoniche (link).

Anche senza le altisonanti presenze attese a Bari, definiti i tavoli di lavoro e i partecipanti alla Biennale dello Spazio Pubblico a Roma.
Giovedì 25 maggio prossimo il workshop che fa seguito al call for papers lanciato da INU (in collaborazione anche con l’Associazione Festival per le Città Accessibili) con l’obiettivo di raccogliere buone pratiche, suggerimenti e testimonianze in materia di accessibilità di città e territori (link).

E se a Foligno l’Associazione Festival per le Città Accessibili nell’ambito del progetto di alternanza scuola lavoro ha invitato AISM per far sperimentare alle ragazze e i ragazzi il kit “Senti come mi sento” (link), in Francia un kit aiutagli insegnanti a parlare di disabilità (link).

Proposti da ONISEP (link) “Disabilità e scuola inclusiva” è scaricabile on-line. Sono 8 moduli che offrono diverse attività ed esperienze da realizzare con il supporto di vari materiali. Slide, quiz, video per entrare ad esempio in contatto con la lingua dei segni o con il basket in carrozzina (link).

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Appuntamento per le prossime (quasi) news mercoledì 17 maggio, e per i saluti nulla di meglio che un sogno che si avvera (link).


Grazie a cinque studenti di bioingegneria della George Mason University e con il supporto delle stampanti 3D, Isabella Nicola, nonostante un importante handicap fisico ha realizzato il sogno di diventare musicista. Grazie ad un braccio bionico color rosa shocking, di plastica, leggero, maneggevole e adattabile ora Isabella riesce a maneggiare l’archetto con facilità (link video).

P.S. All’ultimo minuto riceviamo un WhatsApp da Enrico Giovannone, il “nostro” architetto in quel della Svezia: Sono a Stoccolma, zona molto centrale. C’è un cantiere aperto che cambierà radicalmente tutta l’area. Questi hanno fatto delle vetrate che si affacciano sul cantiere sottostante e per permettere anche alle persone in carrozzina di poter vedere il cantiere… voilà! Ci hanno messo una bella rampa.

 

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