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Mercoledì scorso, 19 aprile, le studentesse e gli studenti del Liceo F. Frezzi nell’ambito del progetto di alternanza scuola lavoro con l’Associazione Festival per le Città Accessibili, hanno incontrato Annita Rondoni e lo “staff” del gruppo operativo di Foligno dell’AISM (link) che ha proposto: “senti come mi sento”

“…a volte non si hanno le parole giuste per esprimere in maniera efficace un concetto così grande e complesso come possono essere i sintomi della SM…”
Così Annalisa inizia il racconto (link) di come è nato il kit “senti come mi sento”, il luogo è Genova.
“Un giorno in Università è arrivato un professore esterno che ha iniziato la lezione scegliendo una “volontaria poco volontaria” in aula dicendole di aprire e mangiare uno yogurt con un normalissimo cucchiaino indossando però un “agilissimo” guantone multistrato da neve probabilmente nemmeno della sua misura. Inutile dire che non è riuscita nemmeno a tirare la linguetta! Ottimo modo per far capire a dei progettisti che il Design For All riesce veramente a cambiare la vita delle persone, no?!”
Annalisa dice di se stessa (link) che il suo film ha avuto inizio nel 2009, giorno del compleanno, “oltre al “+1” da aggiungere alla vecchia età, arriva anche la telefonata che conferma la diagnosi di SM. Da un’iniziale identificazione nel genere drammatico però, sono subito passata a quello della commedia tragi-comica… spesso molto comica!”

Potremmo chiamarlo “kit esperienziale”, occhiali che alterano la vista, guanti che rendono inattendibile il tatto, fasce che appesantiscono gambe e braccia, calzari e tutori gonfiabili che irrigidiscono le articolazioni…
“Dopo un anno di sperimentazioni questa visione si è tramutata in realtà tangibile diventando un kit procedurato di sensibilizzazione discretamente efficace e versatile, il Senti Come Mi Sento…”

Noi lo sappiamo bene, non di sole parole è fatta la comunicazione, esistono altri codici, altri linguaggi, altre chiavi e se Annalisa (e AISM) ci parla di diplopia, emiparesi, iperacusia attraverso il kit senti come mi sento, Egle utilizza le sue (belle) immagini fotografiche (link)

Domani. 26 aprile, per le studentesse e gli studenti del Frezzi a Foligno ultimo appuntamento in aula prima degli stage presso la sede dell’Associazione Festival per le Città accessibili.

Ancora un altro linguaggio, la CAA, Comunicazione Alternativa Aumentativa, ad illustrarlo sarà la “traduttrice” Roberta Palazzi.

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