CASE & BOTTEGHE

Nelle news di Redattore Sociale leggiamo che una indagine rileva le difficoltà delle persone anziane residenti nella città di Milano a causa della mancanza nel proprio quartiere dei “negozi di prossimità”. In particolare i negozi alimentari e in generale di generi di consumo e prima necessità (link). Forse la misura di questa assenza è già nel termine “negozi di prossimità” che già da solo sembra allontanare quei “negozi” (e basta), tessuto economico delle città, luoghi di scambio di merci e di relazioni.
Anche questo è un aspetto dell’accessibilità urbana.

La città, anche nella “prossimità” di merci diverse, è un formidabile strumento che potrebbe offrire a tutti uguali opportunità.
Raggiungere a piedi o comunque autonomamente il panettiere o la farmacia, il calzolaio o il negozio di frutta e verdura, l’ufficio postale per una spedizione o ritirare un pacco, magari un parco con le panchine ma pure lo studio del dentista…
…poter incontrare altre persone, altri luoghi, darsi un appuntamento in piazza raggiungendola sia pure sostenendosi con un deambulatore, su di una carrozzina, procedendo lentamente appoggiati ad un bastone, forti della conoscenza del territorio orientandosi anche senza l’uso della vista, senza dover chiedere se la sordità ce lo dovesse rendere impossibile, o persino guidati dagli ideogrammi di una indicazione in CAA.

Nella edizione 2017 del Festival per le città accessibili, 22 e 23 settembre, proveremo ad allargare ancora lo sguardo sulla città accessibile, capace di essere la casa di e per persone diverse non solo per abilità o competenze relazionali, ma anche per reddito, per usi e culture, per opportunità commerciali e manifatturiere.
Per essere accessibili, per creare quel “contesto” che anche a filo di ICF migliorerebbe davvero lo “stato di salute” abbattendo in maniera rilevabile le condizioni di disabilità, nella città panettieri, farmacisti, verdurai, pescivendoli, librerie, ecc, debbono esserci.

E le città possono accogliere o respingere, dipende da noi.
I braccioli di una panchina, che potrebbero essere fondamentali per una panchina più accessibile alle persone anziane, capita che diventino invece “anticlochard” (link) ,

ma può anche succedere che il cartone, dai clochard usato abitualmente per proteggersi, per mano di un artista, Maurizio Orrico, in collaborazione con “Fine Arts” e realizzate dall’azienda pugliese “Corvasce Design”, a Milano e Torino diventino piccole case provvisorie ma capaci di accogliere e proteggere (link).

Sono in chiusura i termini per la Call for Papers Buone pratiche delle città accessibili a tutti (link). Ma la scadenza non è perentoria.

Non è un concorso e non ci sono premi, o forse il premio è il più ambizioso che ci possa essere: disseminare una buona prassi perché luoghi e città siano migliori.
Se avete un’esperienza da condividere, un’azione andata a bun fine o magari anche solo un progetto, mettete insieme una descrizione in 3000 battute (e poco altro), affrettatevi, ma, ci dice Iginio Rossi coordinatore del progetto, qualche giorno di ritardo non impedirà certo di far conoscere una buona esperienza (link).

E se a Tokio il governo, nella prospettiva delle Olimpiadi e Paralimpiadi del 2020 ha elaborato una serie di proposte per una società inclusiva e senza barriere attraverso politiche attente alle esigenze delle persone anziane e disabili (link), dalle agenzie di stampa estere sono sempre più numerose le iniziative che invitano e sollecitano una progettazione inclusiva e accessibile.
Agenzie che si occupano dell’ambiente costruito, ma anche di carattere imprenditoriale per il settore delle costruzioni, sollecitano la progettazione e la realizzazione di case e ambienti attenti al Design for All. Secondo uno studio di AARP, il 90 per cento delle persone di 65 anni e oltre preferirebbe rimanere nella propria casa che però in molti casi si rivela “inaccessibile” rispetto al mutare delle condizioni fisiche.

Lynnette Khalfani-Cox (link) esperta in Finanza personale, personaggio televisivo e co-fondatore di AskTheMoneyCoach.com individua sette punti da tenere presente: 1, pavimenti antiscivolo in bagno; 2, doccia/vasca antiscivolo; 3, design servizi igienici, doccia possibilmente a filo pavimento; 4, porte ampie per migliorare il passaggio qualora si dovessero utilizzare ausili; 5, maniglie a leva; 6, ingresso privo di dislivelli, o almeno la predisposizione perchè possa essere realizzato o per l’installazione di un ascensore; 7, identificabilità dell’appartamento, un numero civico ben evidente potrebbe facilitare interventi in situazioni di emergenza (personale paramedico, vigili del fuoco, protezione civile) (link).

A Foligno mercoledì 22 febbraio si è svolta la prima riunione del Tavolo di lavoro per l’accessibilità istituito da Comune con la delibera n. 450 del 7 dicembre 2016.

Non aggiungiamo altro, un po’ per scaramanzia ma più ancora nella prospettiva e nell’impegno a breve di poter raccontare piuttosto che progetti… azioni!

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